<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it">

    <title type="text">Il Blog di Marco &#45; Webdesign &amp;amp; Graphic Design</title>
    <subtitle type="text">Il Blog di Marco &#45; Webdesign &amp;amp; Graphic Design:</subtitle>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/" />
    <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.marcolivetti.com/site/atom/" />
    <updated>2008-06-26T17:33:49Z</updated>
    <rights>Copyright (c) 2008, Marco</rights>
    <generator uri="http://expressionengine.com/" version="1.6.1">ExpressionEngine</generator>
    <id>tag:marcolivetti.com,2008:06:25</id>


    <entry>
      <title>Riflessione sulla legge 67/2006</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/riflessione-sulla-legge-67-2006/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.26</id>
      <published>2008-06-25T21:36:00Z</published>
      <updated>2008-06-26T17:33:49Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Standard"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-standard/"
        label="Web Standard" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>La legge <strong><a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06067l.htm" title="Testo integro legge">67/2006</a></strong>, è una legge per i diritti delle persone disabili. Infatti viene chiamata <strong>&#8220;Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni&#8221;</strong>.
</p>
<p>
Questa legge, ad opera del Ministro senza portafoglio per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, è quindi ormai vecchia di 2 anni, ma un pò di informazione su essa non fa male a nessuno.
</p>
<h4>Perchè questa legge?</h4><p>
Questa legge permette ai disabili vittime di discriminazioni di avere una tutela giudiziaria, anche al di fuori dell&#8217;ambito di lavoro. <a href="http://webaccessibile.org/normative/legge-67-2006/" title="Spiegazione legge 67/2006">WebAccessibile</a> ha una spiegazione molto ben fatta di questa legge.
</p>
<p>
In sostanza, questa legge permette a un disabile di denunciare un comportamento ritenuto lesivo nei suoi confronti. In soldoni, per il web, questa legge permetterebbe di far chiudere siti inaccessibili e incorrere in sanzioni da parte del giudice.
</p> <h4>Cosa vuol dire questo?</h4><p>
Secondo <a href="http://www.danieleimperi.it/" title="Daniele Imperi">un collega</a>, questa legge è liberticida e mina la libertà di azione su internet, a sfavore di chi, per esempio, ha un sito per hobby. Sicuramente questa legge, intesa come strumento di <strong>prevenzione</strong>, <strong>non di offesa</strong>, non vuole uccidere la libertà di internet, però è da ricordare come costruire un sito non sia uno sport, ma un lavoro serio, che deve essere fatto da professionisti. Un esempio che ritengo sempre valido è questo: 
</p>
<blockquote><p>Fare un sito è come fare una casa, chiamerete un professionista per farla, non il primo che smanaccia con il cemento.</p></blockquote>
<p>
Quindi, <strong>professionisti</strong>, rendere accessibili e usabili è un dovere nostro e un diritto per i disabili, perchè anche un disabile può avere passioni, quindi perchè dovrebbe limitarsi a guardare siti istituzionali, regolati sotto la legge stanca? Il metodo di pensare <em>&#8220;è casa mia, faccio come mi pare&#8221;</em> non può quindi essere tollerato, tanto più da chi si ritiene e si proclama un professionista del settore.
</p>

<h4>Pareri legali</h4><p>
Sto chiedendo pareri legali su questa legge, giusto perchè non si sa mai, ed è bene essere informati in maniera corretta. Vi terrò informati tramite questo blog.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Pensare fuori dalla scatola</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/pensare-fuori-dalla-scatola/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.24</id>
      <published>2008-05-15T20:38:00Z</published>
      <updated>2008-05-23T11:24:25Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-design/"
        label="Web Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Il cosidetto <em>Think out of the box</em>, nella sua eccezione percepita dalla comunità, è fondalmentalmente <strong>sbagliata</strong>. 
</p>
<p>
Spesso un designer viene chiamato a fare un lavoro <em>fuori dagli schemi</em>, perchè quel designer è bravissimo, è un talento nato, e quindi sicuramente può pensare fuori dagli schemi.
<br />
Questa mentalità è sbagliata, il pensare di non dare indicazioni e di ottenere allo stesso tempo un design eccezionale. 
</p>
<p>
Il pensare fuori dagli schemi è in realtà qualcosa di assolutamente sbagliato, perchè non ci sono limiti di creatività, questo è vero, ma non ci sono neanche basi &#8220;ideali&#8221; sulle quali partire.&nbsp;
</p> <h4>Lavorare <strong>dentro</strong> i box</h4>
<p>
Costruirsi delle scatole, non è un fatto così brutto. Lavorare dentro le scatole, ci permette di <strong>uscirne</strong> davvero. Per pensare fuori dagli schemi, bisogna prima averne. 
<br />
In definitiva, negli anni le scatole sono state progressivamente abbandonate, mentre non c&#8217;è niente di male ad averne, spesso quasi si condanna chi ha le &#8220;scatole&#8221;.
<br />
Chi le crea queste scatole? Fondamentalmente un brainstorming, il cliente, in definitiva, le idee. Un buon brainstorming porta idee, porta riflessioni, porta le giuste &#8220;scatole&#8221;. 
</p>
<p>
Un piccolo consiglio.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Resoconto Web Senza Barriere ‘08</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/resoconto-web-senza-barriere-08/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.23</id>
      <published>2008-05-08T17:59:00Z</published>
      <updated>2008-05-15T10:05:59Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Standard"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-standard/"
        label="Web Standard" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Sono reduce dal <strong><a href="http://websenzabarriere.uniroma2.it/" title="Seminario sull'accessibilità">Web Senza Barriere ‘08</a></strong>, dove, insieme all&#8217;amico <a href="http://www.deswign.com/" title="Deswign, il blog di Stefano">Stefano</a>, ho partecipato a tre dei seminari proposti.
<br />
L&#8217;argomento principe di questo convegno è stato, ovviamente, l&#8217;<strong>accessibilità</strong>, ma si è parlato anche di architettura dell&#8217;informazione, usabilità, web semantico, user experience e altro ancora. 
<br />
<em>Splendido</em> il buffet, in cui praticamente tutti (noi compresi) si sono gettati appena sono arrivate le prime pizzette :D
</p>
<p>
Un paio di critiche, i corsi potevano essere molto più avanzati, ma probabilmente sono stati pensati per essere compresi da tutti, anche chi si avvicina al mondo del web,  e il fatto che i libri sono stati assegnati in base solo al numero dei corsi fatti non al tempo degli stessi (noi abbiamo fatto due corsi lunghi da 100 minuti e uno corto da 50, equivalenti di 5 corsi corti).
</p>
<p>
Buono il fatto che gli attestati di partecipazione rilasciati valgono da crediti universitari.
</p> <p>Ecco le impressioni dei corsi che abbiamo fatto (in ordine cronologico):
</p>
<p>
</p><h4>Delineare il perimetro dello sviluppo accessibile</h4>
<p>
<strong>Michele Diodati</strong> ha tenuto questo corso, un&#8217;introduzione generalistica a tutto il mondo dell&#8217;accessibilità, la sua storia, le linee guida del W3C. Ottimo e ben spiegato ma troppo generico, è stato accennato tutto e niente, nel senso che Diodati ha preferito toccare molti elementi senza entrare nello specifico di ognuno. Personalmente credo che se avesse parlato più approfonditamente della legge Stanca, nessuno si sarebbe lamentato.
</p>
<p>
<a href="http://websenzabarriere.uniroma2.it/?p=39" title="Descrizione dell'evento sul sito del convegno">[Link]</a>
</p>
<p>
</p><h4>La ricerca avanzata: da cenerentola del web a sfida della progettazione</h4>
<p>
questo seminario è stato indubbiamente il più interessante dei tre, il più tecnico e anche complicato. Tenuto da <strong>Cristina Lavazza</strong> e <strong>Andrea Fiacchi</strong> si è parlato del tema della ricerca avanzata  nei siti web, di come sia stata sottovalutata e di come stia tornando alla ribalta. Un ottimo corso, molto ben tenuto devo dire. Si è parlato inoltre di come progettare un form di ricerca che sia usabile, integrato e fiore all&#8217;occhiello del sito.
</p>
<p>
<a href="http://websenzabarriere.uniroma2.it/?p=44" title="Descrizione dell'evento sul sito del convegno">[Link]</a>
</p>
<p>
</p><h4>Layout con i CSS: dalla struttura alla realtà</h4>
<p>
Il seminario di <strong>Gabriele Romanato</strong> forse è stato un pò sotto le aspettative: in 50 minuti ha spiegato come creare un documento xhtml e css validi, ma il seminario non mi ha convinto del tutto. Romanato va molto veloce a spiegare e credo che chi non avesse già conoscenze tecniche medio/alte non lo seguiva molto. 
</p>
<p>
<a href="http://websenzabarriere.uniroma2.it/?p=28" title="Descrizione dell'evento sul sito del convegno">[Link]</a>
</p>
<p>
In generale una bella esperienza (non solo per la penna con la scritta <em>Web Senza Barriere</em>), Tor Vergata è molto bella, gli addetti gentili e i relatori molto stati preparati.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Il metodo AIDA</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/il-metodo-aida/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.22</id>
      <published>2008-04-27T08:15:01Z</published>
      <updated>2008-04-27T08:51:43Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-design/"
        label="Web Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Quando lavoriamo a un sito, e questo sito deve vendere (nel senso stretto del termine), il webdesigner può seguire un metodo di sviluppo denominato &#8221;<strong>Aida</strong>&#8221;. Questo metodo si può seguire per far seguire all&#8217;utente un dato percorso all&#8217;interno del sito, per coinvolgerlo da subito con le informazioni che cerca.
</p>
<p>
Chiaro esempio di questo sono i siti della serie &#8220;Future Of...&#8221; come ad esempio <a href="http://futureofonlineadvertising.com/" title="Future Of Online Advertising">questo</a>.
</p>
<p>
Partendo dal logo e dalla persona raffigurata sotto ci si sposta verso destra tramite la numerazione e dalla sidebar si scende al contenuto.
</p> <p>Iniziamo a desrivere questo metodo, che si forma usando le lettere della parola A-I-D-A.
</p>
<p>
<strong>A</strong>: <em>A sta per Attenzione, cattura l&#8217;attenzione dei tuoi visitatori come prima cosa quando capitano sull&#8217;homepage. Dagli quello che cercano.</em>
</p>
<p>
<strong>I</strong>: <em>I sta per Interesse, sono quelle informazioni che fanno restare il visitatore sul tuo sito. Per esempio mostrando i pregi e le caratteristiche del prodotto che vendi.</em>
</p>
<p>
<strong>D</strong>: <em>Desiderio, scatena il desiderio di comprare nei tuoi visitatori, perchè dovrebbero avere questo prodotto.</em>
</p>
<p>
</strong>A</strong>: <em>Azione, compra! Progetta un comodo sistema per arrivare a comprare il tuo prodotto, altrimenti tutti gli sforzi saranno inutili e gli utenti abbandoneranno il sito, frustati.</em>
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Costruire un sito con xml #3</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-3/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.21</id>
      <published>2008-04-10T19:55:00Z</published>
      <updated>2008-04-10T20:26:04Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <category term="XML"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/xml/"
        label="XML" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Con questo post chiudo la serie in tre articoli su come costruire un sito in xml. Nei <a href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-1/" title="Costruire un sito con xml #1">precedenti</a> <a href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-2/" title="Costruire un sito con xml #2">articoli</a> della serie ho parlato del foglio xml e xsl rispettivamente, mentre in quest&#8217;ultima parte vediamo se davvero conviene costruire un sito con xml e quali possono essere i suoi vantaggi/applicazioni pratiche.
</p>
<p>
Per prima cosa completeremo il sito, ossia aggiungeremo il foglio di stile mancante al file xsl in questo modo:
</p> <div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;link href="templates/css/style.css" rel="stylesheet" type="text/css" media="screen" /&gt;</div>
<br />
<p>Un normalissimo richiamo css.</p>
<p>Ora il sito è concluso, andando ad aprire il file <strong>xml</strong> avremo un normalissimo sito, con grafica e tutto, solo che guardando il codice, meraviglia! Xml puro!</p> 

<h4>Motori di ricerca</h4><p>
<p><a href="http://www.google.com/search?q=prione+infettivo+tubolare&amp;hl=it&amp;client=opera&amp;rls=it&amp;hs=RhN&amp;filter=0" title="Query esplicativa">Google</a> ad oggi non prende bene i file .xml puri. Li indicizza si, ma sembra che non legga il file xsl con il &lt;title&gt; e gli altri headers. Purtroppo in questa maniera la visibilità del nostro sito è totalmente compromessa. <a href="http://it.search.yahoo.com/search?p=prione%20infettivo%20tubolare&amp;ei=UTF-8&amp;fr=opera2" title="Query di Yahoo">Yahoo</a> al contrario non ha di questi problemi e legge perfettamente il file xsl.
</p>
<p>
Fortunatamente possono essere adottate delle soluzioni ibride, in cui nel foglio xml compaiano i tag html, anche se queste, effettivamente sono solo panacee, in quanto, dato che Google, ad oggi, è il motore di ricerca più usato, e non può essere ignorato, finchè non supporterà bene xml e xsl non si potrà sfruttare appieno i vantaggi di questo linguaggio e quindi dare vita al <strong>web 3.0</strong>, il web semantico.
</p>
<p>
<a href="http://www.marcolivetti.com/images/uploads/xml_download.zip">Download sito completo (xml, xsl, css)</a>
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Expressionengine titles</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/expressionengine-titles/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.20</id>
      <published>2008-04-01T23:41:00Z</published>
      <updated>2008-04-02T00:06:34Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p><img src="http://www.marcolivetti.com/images/uploads/gb.png" alt="image" class="flag-ico" />
</p>
<p>
I&#8217;ve found several limitations using the <a href="http://veerle.duoh.com/blog/comments/implementing_titles_in_expression_engine/" title="Veerle Pieters Blog">Veerle system</a> for the expressionengine titles, so i developed another one that works well.
</p>

 <p>First of all, all your pages created by you (contact form, about...) must have something like this at the top:</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&#123;embed="site/header" title="About"&#125;</div> 
<br />
<p>So, the <strong>About</strong> title can be used in the &lt;title&gt;.</p>
<p>Next we have:</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;title&gt;&#123;exp:weblog:entries require_entry="yes" limit="1"&#125;{title} |&#123;/exp:weblog:entries&#125; &#123;exp:weblog:info weblog="{my_weblog&#125;"}{blog_title}&#123;/exp:weblog:info&#125;&lt;/title&gt;</div>
<br />
<p>And that&#8217;s all folks!
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>&#8220;Pyrite&#8221;, mini framework css</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/pyrite-mini-framework-css/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.19</id>
      <published>2008-03-31T10:58:00Z</published>
      <updated>2008-03-31T11:24:10Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="CSS"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/css/"
        label="CSS" />
      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Ormai è un pò di tempo che uso un framework, se così si può chiamare, sviluppato da me. Faccio fatica a chiamarlo framework per il semplice motivo che è molto incompleto e privo di molte cose che sono comuni ai framework. L&#8217;unico motivo di questa scelta è il semplice fatto che, per riuscire a mantere inalterata la semantica del codice molti parti del codice che compongono un framework normale non ci sono. Questo mio lavoro serve solo a snellire la scrittura dei fogli di stile, non a sostituirli. Ecco quindi che non ho sviluppato se non in linea generalissima le griglie, perchè un anonimo <em><strong>&#8220;small-grid&#8221;</strong></em> per me non vuol dire nulla.
</p>
 <p>Condivido una piccola parte del codice di <a href="http://code.google.com/p/blueprintcss/" title="Framework css">blueprint</a>, specialmente per quello che riguarda il print.css e forms.css.
</p>
<p>
<a href="http://www.marcolivetti.com/images/uploads/Pyrite_1.1.zip">Scarica Pyrite</a>
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Costruire un sito con xml #2</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-2/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.18</id>
      <published>2008-03-25T07:20:00Z</published>
      <updated>2008-03-25T10:59:16Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <category term="XML"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/xml/"
        label="XML" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p><a href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-1/" title="Nel precedente articolo">Nel precedente articolo</a> spiegavo come creare la pagina vera e propria, mentre ora spiegherò come inserire il file xsl che è responsabile della grafica e della <em>&#8220;programmazione xml&#8221;</em> se così vogliamo definirla. Per esempio, il foglio xsl si occuperà della generazione dei tag xhtml necessari ai vari tag semantici di xml.
</p>
<p>
Senza indugi quindi procediamo con lo sviluppo:
</p> <p>Innanzitutto bisogna includere il file xsl nel foglio xml, per cui, riapriamo il foglio creato nel precedente tutorial e sotto la prima riga andiamo a mettere:</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;?xml-stylesheet href="style.xsl" type="text/xsl"&gt;</div>
<br />
<p>Questo includerà il file xsl. Come potete vedere viene trattato come un foglio di presentazione.</p>
<p>Ora possiamo pure chiudere il file xml, ed aprire un nuovo file chiamato <strong>style.xsl</strong>, in cui inserire innanzitutto queste intestazioni:</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;?xml version="1.0"?&gt;
<br />
&lt;xsl:stylesheet version="1.0" xmlns:xsl="http://www.w3.org/1999/XSL/Transform" xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;
<br />
&lt;xsl:output method="html" indent="yes" 
<br />
doctype-system="http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"
<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; doctype-public="-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN&#8221; /&gt;
<br />
</div>
<br />
<p>Come si può notare è molto simile ad un doctype per l&#8217;html, ed infatti svolge la stessa identica funzione.</p>
<p>Proseguendo oltre:</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;xsl:template match="/"&gt;</div>
<br />
<p>Questo è molto importante perchè racchiude tutto il template html, e infatti viene chiuso dopo &lt;/html&gt;</p>
<p>Ora possiamo partire con l&#8217;htm vero e proprio. Ho usato per sveltezza e comodità un <a href="http://blog.html.it/layoutgala/LayoutGala33ita.html" title="layout della serie Gala">layout della serie Gala</a> di html.it</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;html&nbsp; xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;
<br />
&lt;head&gt;
<br />
&lt;title&gt;&lt;xsl:value-of select="page/header/title" /&gt;&lt;/title&gt;
<br />
&lt;meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1&#8221; /&gt;
<br />
&lt;/head&gt;
<br />
&lt;body&gt;
<br />
&lt;div id="container"&gt;
<br />
&lt;div id="header"&gt;
<br />
&lt;h1&gt;&lt;xsl:value-of select="page/header/title" /&gt;&lt;/h1&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
</div>
<br />
<p>Come si può notare in questa prima parte ci sono degli elementi che non sono propriamente html. Sono <strong>richiami xml</strong>, e come tali, cercano una stringa nel file xml e la inseriscono.
<br />
Nel caso di page/header/title cercherà la stringa di testo dentro &lt;page&gt; &nbsp;&lt;header&gt; &nbsp;&lt;title&gt; e la inserirà.</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;div id="wrapper"&gt;
<br />
&lt;div id="content"&gt;
<br />
&lt;div id="news"&gt;
<br />
&lt;xsl:for-each select="page/content/post"&gt;
<br />
&lt;h2&gt;&lt;xsl:value-of select="date" /&gt;&lt;/h2&gt;
<br />
&lt;p&gt;&lt;xsl:apply-templates select="text"/&gt;&lt;/p&gt;
<br />
&lt;/xsl:for-each&gt;
<br />
&nbsp;&lt;/div&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
</div>
<br />
<p>Questa è la funzione vera e propria. Infatti lui cercherà gli elementi dati dentro il file xml e li ripeterà fino a che non sono finiti. Per essere molto chiari, in un blog questa parte l&#8217;iterazione col database che estrapola i dati contenuti e li mostra rendendoli aggraziati con html.</p>
<br />
<div class="clear"></div>
<br />
<div class="code">&lt;div id="footer"&gt;
<br />
&lt;p&gt;Copyright 2008.&lt;/p&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
&lt;/body&gt;
<br />
&lt;/html&gt;
<br />
&lt;/xsl:template&gt;
<br />
&lt;/xsl:stylesheet&gt;&nbsp;
<br />
</div>
<br />
<p>Quest&#8217;ultimo blocco chiude il tutto.</p>
<p>Per ora questo è tutto, nell&#8217;ultima parte di questa serie spiegherò come inserire il foglio di stile e alcune considerazioni tipo i motori di ricerca.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Costruire un sito con xml #1</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/costruire-un-sito-con-xml-1/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.17</id>
      <published>2008-03-23T13:06:00Z</published>
      <updated>2008-03-23T14:24:32Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <category term="XML"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/xml/"
        label="XML" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Il web 3.0 si avvicina? Ma senza aspettare che siano gli altri a svilupparlo per noi. In questa miniserie di tutorial spiegherò come costruire un sito con <strong>XML</strong> e <strong>XLS</strong>.
</p>
<p>
Iniziamo dal principio: xml è ora da supportato da ie5.5 e superiori, firefox, opera e safari, quindi non c&#8217;è motivo per non sviluppare un sito con xml. Il problema più grande potrebbe essere rappresentato dai motori di ricerca, ma di questi parlerò approfonditamente più avanti.
</p>
<p>
Innanzitutto un sito in xml si compone di 3 file fondamentali: il file xml (che contiene tutti i contenuti e la semantica), un file xsl (che contiene la parte che interpreta xml e l&#8217;xhtml) e un foglio css.
</p>
<p>
In questa prima parte del tutorial vedremo come si crea un file xml. La cosa è piuttosto facile a patto che si rispettino una semplice regola. <strong>Tutti</strong> i tag vanno chiusi, e tutta la pagina va inclusa in un tag container. Se non si rispetta questa semplice regola fondamentale, il sito non si vedrà.
</p> <p>Quindi per il momento la pagina sarà composta di: <br />
<br />
Doctype:</p><br />
<div class="clear"></div><br />
<div class="code">&lt;?xml version='1.0' encoding='ISO-8859-1'?&gt;</div><br />
<p>e la pagina vera e propria:</p><br />
<div class="clear"></div><br />
<div class="code">&lt;page&gt;<br />
		&lt;header&gt;<br />
			&lt;title&gt;La mia prima pagina in xml&lt;/title&gt;<br />
			&lt;description&gt;meta description&lt;/description&gt;<br />
			&lt;charset&gt;ISO-8859-1&lt;/charset&gt;<br />
		&lt;/header&gt;<br />
	<br />
		&lt;content&gt;<br />
				<br />
			&lt;int&gt;Questo è l'h1&lt;/int&gt;<br />
		<br />
			&lt;post&gt;<br />
				&lt;title&gt;Titolo post&lt;/title&gt;<br />
				&lt;date&gt;23 Marzo 2008&lt;/date&gt;<br />
				&lt;text&gt;Questo il testo del post&lt;/text&gt;<br />
			&lt;/post&gt;<br />
			<br />
		&lt;/content&gt;<br />
<br />
	&lt;/page&gt;<br />
</div><br />
<p><strong>Page</strong> contiene tutto, mentre <strong>header</strong> conterrà i valori che poi saranno il <em>title</em> della pagina, il <em>meta description</em> e il <em>charset</em> della pagina. Non servono effettivamente a determinare il contenuto della pagina, ma si legheranno con xsl in maniera dinamica. <strong>Content</strong> invece è il contenuto effettivo della pagina, e contiene <strong>post</strong>, che sono poi i contenuti effettivi.</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>4 cose da evitare in un portfolio</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/4-cose-da-evitare-in-un-portfolio/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.15</id>
      <published>2008-03-13T00:08:00Z</published>
      <updated>2008-03-13T00:41:44Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/design/"
        label="Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Ecco qui qualche cosa da evitare quando si crea un portfolio online per la presentazione dei propri lavori. Utile per chi sta aggiornando il proprio portfolio o magari lo sta creando proprio in questo periodo.
</p>
<p>
<strong>Presentare il portfolio come file da scaricare</strong>
<br />
Mi è capitato, per leggere un portfolio, di dover scaricare un file rar, che conteneva il portfolio vero e proprio. Io volevo vedere quel particolare portfolio quindi ho atteso che finesse il download di quei 5mb, e poi ho aperto il file. Impensabile per un cliente, per quanto bravo sia quel designer se guardo il portfolio è per raffrontarlo con altri artisti, quindi o lo vedo subito (i lavori) oppure passo oltre, e in quel caso si tratta di un potenziale cliente perso sul nascere. 
<br />

</p> <p><strong>La pagina del portfolio è interamente in flash, oppure in formato doc, oppure..</strong>
<br />
Esistono tanti formati oltre l&#8217;html. Purtroppo questi sono abusati. Un portfolio deve essere tassativamente in formato html, con i thumb dei lavori grandi, in bella vista (non solo il logo che poi magari è linkato alla pagina vera e propria), e una descrizione del lavoro svolto. Un portfolio in flash va bene se si sviluppano solo siti in flash. Un portfolio in formato doc o simili invece denota semplicemente grave una mancanza di professionalità. I portfoli fatti con pdf vanno bene, specie se il portfolio è anche il curriculum (io preferisco tenere separate le cose).
</p>
<p>
<strong>La pagina del portfolio contiene informazioni &#8220;sconvenienti&#8221;</strong>
<br />
Per sconvenienti intendo del tipo: <em>&#8220;Purtroppo questo sito non è più online&#8221;</em>, <em>&#8220;L&#8217;attuale versione del sito è stata fatta dal cugino del figlio del presidente&#8221;</em>. Le informazioni sul portfolio dovrebbero essere solamente una breve descrizione del lavoro, i servizi svolti per quel sito (metti che ho fatto solo due banner?), e l&#8217;url. Informazioni aggiuntive possono essere l&#8217;anno ad esempio, ma è tutto contorno.
</p>
<p>
<strong>Non separare le tipologie di lavori</strong>
<br />
Io sono un graphic designer. Come tale mi occupo non solamente di siti web ma anche di <a href="http://www.behance.net/Gallery/Music-poster-design/62509" title="poster">poster</a> ad esempio. Categorizzare i lavori, ad esempio dividendoli in &#8220;Siti web&#8221;, &#8220;Poster&#8221; ecc, aiuta la navigazione e la leggibilità della pagina.
</p>

      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Web design matematico</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/web-design-matematico/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.14</id>
      <published>2008-03-10T23:57:00Z</published>
      <updated>2008-03-11T01:25:00Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/design/"
        label="Design" />
      <category term="Web Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-design/"
        label="Web Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Per chi pensava che l&#8217;arte non avesse relazioni con la matematica, beh, si sbagliava.
</p>
<p>
Una delle massime relazioni tra arte e matematica si ha nella <strong>proporzione aurea</strong>. 
</p>
<p>
La proporzione viene scoperta in grecia, ed è possibile definirla così: 
</p>
<p>
<strong><em>il rapporto che occorre tra due grandezze disuguali i cui la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la loro somma.</em></strong>
</p>
<p>
Senza dilungazioni eccessive, questo rapporto permea molte opere d&#8217;arte (non tutte!) di tutti i tempi, dal Partenone (controversa), a Leonardo, fino agli artisti e architetti moderni.
</p>
<p>
Il numero aureo inoltre permea la vita naturale, con la creazione di forme geometricamente perfette, e col tempo, gli uomini hanno intravisto in questo rapporto un canone di bellezza e armonia, che hanno poi tentato di imitare. Infatti, per i greci, i canoni di bellezza vanno cercati nella proporzione aurea.
</p> <h4>Come rapportare questo valore al web design?</h4>
<p>
Fondamentalmente, un sito può essere considerato come una serie di rettangoli, quindi è molto facile ricollegarsi al discorso della matematica, del <strong>rettangolo aureo</strong> per la precisione.
</p>
<p>
Un rettangolo aureo è un particolare rettangolo in cui il rapporto fra il lato maggiore e quello minore è identico a quello fra il lato minore e il segmento ottenuto sottraendo quest&#8217;ultimo dal lato maggiore <em>(definizione di Wikipedia)</em>. In parole più semplici si tratta di dividere un rettangolo in due parti disuguali in cui la parte più piccola si trova disegnando un quadrato e con il compasso tracciare l&#8217;altezza del rettangolo minore. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rettangolo_aureo#La_costruzione" title="Rettangolo aureo">Wikipedia</a> fornisce una valida spiegazione correlata di foto per spiegare come costruire un rettangolo aureo.
</p>
<p>
<em>Un rettangolo aureo non deve essere più bello o meglio proporzionato rispetto a un rettangolo per esempio diviso in 3 parti esatte, è solo un altro metodo per costruire rettangoli, e quindi, siti web.</em>
</p>
<h4>Come calcolare un rettangolo aureo con PhotoShop</h4>
<p>
Calcolare un rettangolo aureo con photoshop non è cosa difficile, richiede però un minimo di attenzione dacchè il rettangolo è quasi un quadrato. Di norma su un layout basato su una risoluzione di 1024x768, circa 960px sono utilizzabili per la costruzione del sito, quindi, partendo da questi 960, basta calcolare un quadrato con lato di 596px, che riesce ad approssimare bene il numero aureo, e prendere quel blocco come la parte principale, e il resto dello spazio come menù (in una definizione canonica di sito web, in cui la parte più grande è da considerare come spazio per il testo principale della pagina). Un quadrato per un sito web deve essere considerato come un foglio A4 verticale, quindi non un rettangolo aureo, per cui bisogna ridimensionare il tutto (io sono arrivato a un quadrato di 596px di lato).
</p>
<h4>Perchè usare un rettangolo aureo</h4>
<p>
La proporzione aurea è stata sempre ritenuta un rapporto che ha grande armonia, ritenuta capace di dare alle figure una bellezza intrinseca, anche se questo ha scatenato diverse polemiche.
<br />
Semplicemente è un <strong>altro modo</strong> di costruire siti web, volendo affidarci più alla geometria rispetto al nostro occhio, e non si pone come metodo definitivo per la costruzione di siti web. Per esempio possiamo usarlo per definire l&#8217;altezza di un header, piuttosto che per definire la <em>griglia</em> del sito, le applicazioni sono molteplici. Personalmente lo ritengo un metodo molto particolare ed intrigante.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>La giusta guerra</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/la-giusta-guerra/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.12</id>
      <published>2008-02-22T22:11:00Z</published>
      <updated>2008-02-22T23:30:35Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-design/"
        label="Web Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p><strong><em>Disclaimer: l&#8217;autore del post (io), in quanto <a href="http://www.buddhismo.it/" title="UBI: Unione Buddhisti Italiani">buddhista</a> attivo, è contro ogni tipo di guerra, violenza e quant&#8217;altro.</em></strong>
</p>
<p>
Su <a href="http://www.italianwebdesign.it/" title="IWD">ItalianWebDesign</a>, sta venendo fuori una discussione sul lavoro del webdesigner. Non si è riflettuto su una cosa però. <strong>Facciamo sempre quello che ci chiede espressamente il cliente? Sappiamo dire di no?</strong>
</p>
<h4>La guerra</h4><p>
Parlo di guerra, perchè di guerra si tratta. Non tutti i clienti capiscono il nostro lavoro, non ci avrebbero assunti altrimenti, ma nonostante tutto, molti pretendono di metter bocca nella faccenda.&nbsp;
</p> <p>Ogni tanto toccherebbe ricordare a questi clienti, che se ci hanno assunti, è perchè probabilmente sappiamo fare il nostro lavoro. Il problema è che spesso, il designer assunto non riesce a far trasparire dal design l&#8217;immagine dell&#8217;azienda. Un sito, ad un&#8217;azienda, serve solo ad una cosa: vendere. Non importa che sia bello o brutto, ma solo che assolva il suo scopo. Per un designer una cosa del genere spesso è inconcepibile, si tende a far lavori &#8220;belli&#8221; ma poco &#8220;utili&#8221; a fini pratici. La guerra è guerra, se il sito non vende, i soldi per lo sviluppo del sito sono assolutamente immeritati. 
</p>
<h4>I compromessi del mestiere</h4><p>
Non si può sempre avere la moglie ubriaca e la botte piena, ma in alcuni casi, i compromessi ci salvano un lavoro altrimenti fallito. Andare incontro alle esigenze del cliente, assecondarlo entro i limiti del giusto (quello che è giusto lo sappiamo dalla nostra esperienza), anche sapere dire di no, può portare a un lavoro ben riuscito graficamente, che riesca ad assolvere lo scopo primario del sito, che ricordo non è farlo sembrare bello, ma solo &#8220;utile&#8221; per l&#8217;azienda.
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Il png è uno standard, non scordiamocelo</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/il-png-e-uno-standard-non-scordiamocelo/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.10</id>
      <published>2008-02-14T15:41:00Z</published>
      <updated>2008-02-14T20:09:15Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Web Standard"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-standard/"
        label="Web Standard" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Già, il formato <a href="http://www.w3.org/TR/PNG/" title="[English] W3C Portable Network Graphics Specification">png</a> è uno standard del w3c, dal 1996, cioè 12 anni.&nbsp; 
</p>
<p>
Eppure molti hanno ancora paura di usare questo formato per costruire siti web. Vuoi perchè non lo hanno mai usato, vuoi perchè ie6 non supporta le trasparenze delle png.
</p>
<p>
Ma oggi questo non è più un problema, ci sono diversi pngfix in giro per il web, alcuni più efficaci di altri, ma che hanno tutti lo stesso obiettivo: migliorare la compatibilità di questo formato.
<br />
E nonostante tutto continua a non essere usato, ho visto pochissimi siti in giro per il web che usano le png per il layout, e questo è male, il png è un formato come tutti gli altri, solo standard. 
<br />

</p> <h4>PNG Fix</h4><p>
Quella delle trasparenze legate alle png è stata una delle cose più discusse e temute anche, volendo, in questi anni.
</p>
<p>
<a href="http://24ways.org/2007/supersleight-transparent-png-in-ie6" title="[English] PNG Fix">24 ways</a> ci viene incontro con un pngfix javascript che funziona molto bene, senza starmi qui a dilungare sulla cosa.
</p>
<p>
Come tutti i pngfix si tratta di uno script basato su javascript che usa degli <em>hack</em> per estendere il supporto a ie6 e inferiori.
</p>
<h4>E quindi..</h4><p>
Il png è un formato <strong>migliore</strong> rispetto agli altri, mantiene tutta la qualità delle immagini, e si, pesa un poco di più ma se le immagini sono piccole la differenza è risibile.
</p>
<p>
Muovetevi e scegliete il png!
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Sviluppare un sito in orizzontale</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/sviluppare-un-sito-in-orizzontale-completo-di-scroller/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.9</id>
      <published>2008-02-13T10:02:00Z</published>
      <updated>2008-04-25T14:37:22Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Tutorial"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/tutorial/"
        label="Tutorial" />
      <category term="Web Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/web-design/"
        label="Web Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Dopo un breve periodo di inattività torno a scrivere sul blog un tutorial per creare un sito in orizzontale. 
</p>
<p>
Recentemente, un amico e collega, <a href="http://www.ranked.it/" title="Il blog di Enrico Ladogana">Enrico</a>, mi ha contattato per chiedermi una mano su come sviluppare un sito in orizzontale per la campagna promozionale di un suo cliente. 
</p>
<p>
Siamo partiti dal template di <a href="http://www.thehorizontalway.com/" title="The Horizontal Way">thw</a> per ottenere quello che volevamo, solo che il template messo a disposizione non andava bene e abbiamo dovuto fare un pò di hack. Ecco in dettaglio tutto:
<br />

</p> <h4>HTML</h4><p>
L&#8217;html è piuttosto semplice, bisogna solo essere attenti:
</p>
<p>
&lt;div class="pagina1" id="first"&gt;
<br />
&lt;div class="content"&gt;
<br />
&lt;p&gt;1 &lt;a href="#second"&gt;2&lt;/a&gt;
<br />
&lt;a href="#third"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
<br />
&lt;h3&gt;First Section&lt;/h3&gt;
<br />
&lt;h4&gt;The left and the right siders, new
<br />
friends.&lt;/h4&gt;
<br />
&lt;p&gt;Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing
<br />
elit. Maecenas vel urna. Donec vestibulum fringilla urna. Pellentesque
<br />
ut ante. Pellentesque non magna eu felis nonummy aliquam. Pellentesque
<br />
viverra risus vel felis. Nunc id tellus vel purus euismod tempor..&lt;/p&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
<br />
&lt;/div&gt;
</p>
<p>
Infatti, gestiremo tutto con css.
<br />
Il sito in questione ha 3 blocchi, e cliccando su un dato link, lo scroller javascript ci porterà ad un&#8217;altro blocco, dandoci così l&#8217;impressione di &#8220;sfogliare&#8221; un sito. Ovviamente è possibile togliere o aggiungere blocchi senza problemi, bisogna solo ricordarsi di sistemare il tag body nel css che vedremo tra poco.
</p>
<p>
</p><h4>CSS</h4><p>
Qui sta tutto il gioco.
</p>
<p>
Dato che noi abbiamo 3 blocchi, il css sarà così:
</p>
<p>
body 
<br />
{
<br />
	margin: 0px;
<br />
	padding: 0px;
<br />
	width: 297%;
<br />
}
</p>
<p>
Si, avete visto bene, <strong>width:297%;</strong> . Infatti questo servirà a definire la larghezza del body, e a puntare precisamente i blocchi al centro della pagina qualsiasi sia la risoluzione dello schermo. 297 perchè ci sono 3 blocchi, cioè 99x3. Se vogliamo aumentare i blocchi dobbiamo anche aumentare questo valore che arriverà a 99x4, cioè 396% per 4 blocchi.
</p>
<p>
Ogni singolo blocco (oltre tutti gli elementi di stile) sarà così:
</p>
<p>
.pagina1, .pagina2, .pagina3 
<br />
{
<br />
	width: 33%;
<br />
	margin: 0px;
<br />
	padding: 0px;
<br />
	float: left;
<br />
}
</p>
<p>
viene impostato per arrivare ad un massimo del 99%. Se volete aggiungere un blocco, dovete agire aumentando la dimensione del body, e diminuendo qui (per esempio, 4 blocchi, ogni blocco 25%, e così via).
</p>
<p>
Ovviamente sta a voi renderlo più graficamente accattivante. 
</p>
<p>
</p><h4>Javascript</h4><p>
Sul javascript abbiamo avuto i problemi più grandi. Quello di thw non andava bene con Internet Explorer e così abbiamo dovuto arrangiarci con una vecchia versione dello stesso.
</p>

<h4>Note finali</h4><p>
Abbiamo speso un bel pò del nostro tempo su questa cosa, quindi se la usate, per favore, linkateci come noi abbiamo linkato thw (Marco Rossella, a cui vanno i nostri meritatissimi complimenti per tutto il lavoro svolto con questo progetto.) 
</p>
<p>
Ovviamente il codice è tutto valido xhtml, così come il css.
</p>
<p>
<a href="http://www.marcolivetti.com/images/uploads/scroller.zip">Scarica il progetto completo (formato .zip, 5,45kb)</a>
<br />
<a href="/demo/sito-orizzontale/">Demo</a>
</p>
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Difficoltà di apprendimento, rimedi teorici e pratici</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.marcolivetti.com/comments/difficolta-di-apprendimento-rimedi-teorici-e-pratici/" />
      <id>tag:marcolivetti.com,2008:/1.8</id>
      <published>2008-01-06T09:42:00Z</published>
      <updated>2008-01-05T23:26:56Z</updated>
      <author>
            <name>Marco</name>
            <uri>http://www.marcolivetti.com</uri>      </author>

      <category term="Design"
        scheme="http://www.marcolivetti.com/site/category/design/"
        label="Design" />
      <content type="html"><![CDATA[
        <p>Se qualcuno ha esperienze come insegnante si sarà trovato sicuramente nella situazione di scontrarsi sul livello di apprendimento dei proprio allievi. C&#8217;è chi impara tutto subito, chi deve ripassare i concetti e chi sembra proprio non imparare mai. Tanto più quando parliamo di design, o grafica in generale, sembra che vadano avanti solo chi ha talento.
<br />
Questo però non vuol dire che non c&#8217;è speranza per quelle persone che sembrano non imparare mai, solo che dobbiamo <strong>noi</strong>, insegnanti, cambiare metodo di insegnare. 
</p>
<p>
Ma prima di tutto, perchè avviene questo?
</p> <h4>I due cervelli</h4><p>
Emisfero destro e sinistro non sono uguali, infatti, l&#8217;emisfero sinistro ha il controllo della parola e del pensiero &#8220;razionale&#8221; mentre l&#8217;emisfero destro controlla ciò che può essere definito come &#8220;istintivo&#8221; e &#8220;creativo&#8221; . Il problema principale sta nel fatto che l&#8217;emisfero sinistro ha il controllo, è quello di maggiore influenza, quello che usiamo di solito. Quello che i nostri studenti <strong>non</strong> devono usare. Quando insegnamo loro le cose, le recepiscono e le elaborano con l&#8217;emisfero sinistro, e sempre con questo emisfero le provano a mettere in pratica. L&#8217;emisfero sinistro però non è in grado di sostenere la creatività, quindi il lavoro finale risulterà insoddisfacente anche dopo molte lezioni di teoria. 
<br />
<em>Badare bene</em>, ogni persona ha un proprio stile e soffocarlo non porta niente di buono. La cosa giusta è indirizzare questo stile verso qualcosa di effettivamente corretto e maturo da un punto di vista grafico.
</p>
<p>
</p><h4>Sviluppare e lavorare con l&#8217;emisfero destro</h4><p>
Il modo migliore di insegnare qualcuno ad avere a che fare con l&#8217;arte e il design sono degli esercizi pratici per far arrivare lo studente nel giusto e corretto stato mentale quando si deve lavorare. A questo viene in soccorso <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788830418738/edwards-betty/nuovo-disegnare-con.html">Disegnare con la parte destra del cervello</a>, di Betty Edwards. In questo libro si presenta un metodo che io ho trovato molto utile per far imparare il design. Una volta capito il metodo insegnare sarà molto più gratificante e semplice. Comunque, anche senza libro si possono preparare dei vari esempi e dei metodi magari più personalizzati per ogni persona, così da far venire fuori il massimo potenziale da ognuno.
<br />
Ma comunque disegno e design, sebbene facciano parte della sfera artistica non sono strettamente correlati, sebbene disegnare possa portare il proprio gusto artistico ad un livello superiore così da &#8220;sbloccare&#8221; delle porte immaginarie e diventare sempre più bravi.
</p>
<h4>Conclusioni</h4><p>
Imparare a sviluppare l&#8217;emisfero destro del proprio cervello è importante per chiunque faccia un lavoro di tipo artistico, sebbene ora i programmi come photoshop quasi inibiscano queste capacità elevando persone comuni al quasi livello di designer navigati. 
<br />
Dobbiamo fornire ai nostri allievi il giusto metodo di studio, liberandoci di preconcetti tipici della nostra coltura, esempio lampante le maestre alle elementari, che vogliono che aumentiamo la creatività mentre ci insegnano materie più razionali come italiano, grammatica, matematica ecc..
</p>
      ]]></content>
    </entry>


</feed>