Con questo post chiudo la serie in tre articoli su come costruire un sito in xml. Nei precedenti articoli della serie ho parlato del foglio xml e xsl rispettivamente, mentre in quest’ultima parte vediamo se davvero conviene costruire un sito con xml e quali possono essere i suoi vantaggi/applicazioni pratiche.
Per prima cosa completeremo il sito, ossia aggiungeremo il foglio di stile mancante al file xsl in questo modo:
Un normalissimo richiamo css.
Ora il sito è concluso, andando ad aprire il file xml avremo un normalissimo sito, con grafica e tutto, solo che guardando il codice, meraviglia! Xml puro!
Motori di ricerca
Google ad oggi non prende bene i file .xml puri. Li indicizza si, ma sembra che non legga il file xsl con il <title> e gli altri headers. Purtroppo in questa maniera la visibilità del nostro sito è totalmente compromessa. Yahoo al contrario non ha di questi problemi e legge perfettamente il file xsl.
Fortunatamente possono essere adottate delle soluzioni ibride, in cui nel foglio xml compaiano i tag html, anche se queste, effettivamente sono solo panacee, in quanto, dato che Google, ad oggi, è il motore di ricerca più usato, e non può essere ignorato, finchè non supporterà bene xml e xsl non si potrà sfruttare appieno i vantaggi di questo linguaggio e quindi dare vita al web 3.0, il web semantico.