L’assurdità delle regole per l’apertura di un’e-commerce
Oggi vi racconto un fatto che mi è accaduto piuttosto recentemente e che mi ha reso abbastanza incazzato verso la pubblica amministrazione.
È successo che ho aperto un negozio, sia fisico che web, e quindi tra le altre cose ci siamo recati in comune per ottenere tutte le autorizzazioni del caso, insegna, pubblicità, oltre ovviamente alla dichiarazione di inizio attività per il negozio. Ebbene, pare che se uno dichiara di voler aprire un negozio, pagando tra le altre cose la bellezza di 50€ (e non ho ancora capito il perché di questi soldi), deve poi compilare un altro documento, molto simile, per l’apertura dell’e-commerce, pagando a sua volta 16€, e presentando il tutto in triplice copia, il che, non essendo tale documento ben 10 fogli, scoccia parecchio.
Niente pdf, niente di niente, la carta vogliono, e ancora di più vogliono i soldi.
Che c’è di male in questo?
Innanzitutto mi scoccia pagare per aprire un negozio, come cosa fondamentale, perché così non mi incentivi, anzi, mi metti sulla strada giusta per mollare e mandare tutti a quel paese. Perché è un furto bello e buono.
Seconda cosa mi scoccia ancora di più dover pagare questo balzello di 16€ per riscrivere un documento quasi identico a quello già presentato, per dire sostanzialmente che oltre il negozio fisico c’è anche quello virtuale. Quindi oltre il secondo furto, pure una perdita di tempo non indifferente.

