Via il bello, dentro l’utile

Less is more. Il meno è più.
Chi lavora nel web sente ripetere molto spesso questo assioma, che è uno strumento più utile di quanto si possa normalmente pensare. Ma la semplicità è molto più complessa di quanto si possa pensare a volte (frase del mio amico Lincoln).

Quali sono le implicazioni profonde di questo assioma?

Fondamentalmente questo ci dice: togliete quello che non serve dal sito, e lasciate solo l’essenziale. Il minimo possibile. Ridurre al minimo termine il paradosso della scelta.

Per raggiungere questo “obiettivo”, dobbiamo quindi:

  • Ridurre i contenuti (testi, video, immagini..) al minimo essenziale, togliendo quelli inutili. Come dice la terza legge di Krug [[Steve Krug, Don’t make me think]]: sbarazzati di metà delle parole di ogni pagina, e poi sbarazzati della metà di quello che resta.
  • Ridurre le funzionalità e i servizi del sito. Se avete 1000 visitatori al giorno, e solo 5-10 usano un particolare servizio non essenziale alla vita del sito stesso, toglietelo. Ovviamente se il servizio è essenziale c’è da chiedersi perché è così poco usato, magari è il caso di rivederlo e riprogettarlo.
  • Ridurre le scelte possibili. Probabilmente se avete un sito avrete anche un obiettivo da realizzare. Concentratevi su una cosa sola e non disperdete tutti gli sforzi per raggiungere 10 obiettivi differenti, così potete focalizzare l’attenzione al meglio, con ovvi benefici.

Less is less, more is more

Andiamo un momento controtendenza.
Less is more, certo, ma ci sono dei siti e delle situazioni in cui si hanno una mole di contenuti impressionante (mi viene da pensare a yahoo, che offre molti servizi anche diversi tra di loro), che non rende certo facile eliminare il rumore per poter raggiungere quello che noi cerchiamo, e quindi less non sarà più more proprio perché non possiamo essere “less”. Quindi in che modo possiamo ridurre il paradosso della scelta?

Il paradosso della scelta

Il paradosso della scelta [[Barry Schwartz, The Paradox of Choice: Why More Is Less]] ci dice che più opzioni ci sono da scegliere, maggiore è lo stress che l’utente ha, maggiore il tempo che impiega a cliccare. Eccesso di offerta.
Ammesso che non possiamo ridurre i contenuti e le funzionalità del sito (o che, avendolo fatto, ci siamo trovati comunque con una mole di dati notevole), dobbiamo vedere come possiamo riprogettarlo in maniera tale che ogni navigatore trovi quello che cerchi (questo in tutti i siti ovviamente, si chiama fruibilità).
Ad esempio, ma sto generalizzando e dipende dal sito (ovviamente un e-commerce avrà necessità e utenti diversi rispetto a un portale generico), si può creare un menù con i servizi più usati, quindi fornire un’alternativa alla navigazione classica nel sito.
Oppure possiamo contestualizzare l’offerta, presentare solo i servizi che potrebbero interessare a un cliente (magari memorizzare le sue preferenze tramite un cookie), prodotti e così via.
Ho fatto questi due esempi, ma le soluzioni sono molteplici, dipende come già detto dal sito, diversi siti hanno diverse esigenze e utenze diverse.

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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