Un altro falso mito dell’accessibilità

Ancora sull’accessibilità.

Riflettevo su quanto l’accessibilità sia ritenuta l’unico metro di giudizio possibile per gran parte degli sviluppatori. Non che sia la massima aspirazione possibile, quello era un altro articolo, ma proprio l’accessibilità come metro per valutare i siti.
E così, anche se un sito è perfettamente usabile, e magari gli manca il meta description, o magari nel codice non è proprio pulito al 100%, vuol dire che quello sviluppatore o quella agenzia fanno schifo. Ma scherziamo?

Ritengo che l’accessibilità sia solo la punta dell’iceberg. Il problema è che il resto dell’iceberg lo vedi se lo sai, altrimenti penserai che quella punta sia tutto quello che c’è da vedere.

Tutti che studiano accessibilità, tutti che si piccano di realizzare siti accessibili e perfetti di vista del codice, e che poi falliscono miseramente quando si tratta di usare quei siti. E questo capita molto spesso nei siti degli stessi sviluppatori, provate a farci un giro e vedrete che quello che vi dico corrisponde a verità.

Pagine con grafiche diverse tra di loro, nessun uso di vocabolari controllati[[Che sono i vocabolari controllati e a che servono]], struttura gerarchica scadente. Vi do una notizia flash, i disabili oltre il loro particolare handicap, come problemi hanno quelli che hanno tutti gli altri utenti, quindi se un sito è progettato da cani non lo riusciranno a navigare nonostante tutte le acceskey e codici perfetti che avete scritto.

Ovviamente c’è anche il caso contrario, ovvero: codice non proprio perfetto (ormai do per scontato che a livello di codice siamo tutti buoni a scrivere un sito in maniera decente, non perfetta, ma quantomeno decente), con magari qualche errorino al validatore, ma perfettamente usabile. Se questi errori di codice non sono gravi e limitanti, mi pare proprio che non ci siano grandi problemi per un disabile a navigare quel sito, sicuramente troverà prima e meglio le informazioni che cerca rispetto a un sito accessibile ma non usabile. E non mi pare di aver detto una cosa nuova o di aver fatto una scoperta eclatante.

Un esempio di una banalità unica, che vale per tutti i navigatori: in una non discreta quantità di blog la paginazione tra le varie pagine è presentata così:

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Perchè, io utente normodotato, devo diventare scemo per riuscire a cliccare sul > ogni volta, quando magari la pagina 50 è molto più evidente? Non è molto più utile farlo così?

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E questo era solo un esempio banale ma significativo.
Misteri.

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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3 commenti

  1. madda scrive:

    Ma se a me serve la pagina in mezzo? :D

  2. Marco scrive:

    Sei un caso raro :D

    Anche perché oggi la pagina in mezzo ha determinati articoli, domani ne ha altri.

    In quei casi il “cerca” se c’è, è molto meglio.

    Un’idea comunque potrebbe essere quella di ingrandire i numeri e staccarli tra di loro, tenendo evidenti lo stesso il “prossima pagina” e “precedente pagina”

  3. madda scrive:

    Giusto… detesto non riuscire ad imbroccare i numerini!
    che nervi su istockphoto!!
    http://www.istockphoto.com/file_search.php?action=file&oldtext=eee&abstractType=1023&text=epee

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