Recensione: HTML5 For Web Designers

Non credevo fosse così l’HTML5 (che si scrive tutto attaccato). Davvero.

Quando Lincoln mi ha regalato una copia di questo libro non sapevo che cosa aspettarmi, non avevo letto niente di niente riguardo l’HTML5 prima d’ora, neanche un articolo o tutorial. Ho potuto quindi approcciare questo libro e l’argomento a mente libera e sgombra di informazioni preconcette di qualsiasi tipo. E l’ho trovato molto interessante.

Il libro è piacevole da leggere, anche se non in italiano, e con le sue 85 pagine si riesce a finire anche in una sola giornata, di certo molto meglio rispetto alle specifiche di HTML5, che sono 900 pallosissime pagine in inglese da leggere. Easy choice, come dicono quelli di A List Apart, editori del libro.

Oltretutto è anche molto carino da vedere. L’unico rimorso che potrei avere riguardo questo libro è il fatto che il mio ebook reader non renda i colori.

Il libro

Questo libro non vuole spiegare come creare siti web con HTML5, e non lo fa infatti. Piuttosto è qualcosa con cui iniziare a prendere confidenza col nuovo linguaggio, decidere se è il caso o meno di iniziare a sviluppare, ecc. Serve a farsi un’idea.

Buona parte del libro è passata a spiegare i vari tag che compongono il nuovo linguaggio e l’impatto che essi avranno nel modo di scrivere codice, ma anche che novità porterà per gli utenti (in maniera molto superficiale, e va bene così), scrivendo anche esempi pratici.

Il libro tiene conto, per fortuna, di quell’incognita che è Internet Explorer e, dopo la spiegazione dei tag spiega anche un modo per offrire un’esperienza gradevole sui browser che non li supportano, usando degradazioni javascript. Mi perdonerete se non mi sono soffermato a capire bene questo punto, ma javascript non è mia competenza.

Moltissimo javascript nel nuovo HTML. Hanno implementato un sistema di API javascript. Che vuol dire? Non lo so.

Web 3.0: il semantico

Questo linguaggio porta con se una piccola rivoluzione semantica.

Leggendo il libro ho realizzato che l’avvento del web semantico avverrà non prima che il nuovo html abbia preso piede[[Ma ovviamente non sarà perfetto e completo, però come inizio è molto promettente.]]. E questo non succederà ancora per molti anni (indovinate per colpa di chi?).

La rivoluzione è evidente, questo nuovo aggiornamento di codice riunisce molte cose buone per la semantica dei contenuti e del codice. Possiamo ad esempio usare tag come

per inserire i nostri articoli, e avere tutti e 6 i livelli di heading in ogni singolo elemento, così da dare maggiore spessore e rilievo semantico alla pagina. Oltre ovviamente il fatto che già tag che descrivono il contenuto sono un enorme passo avanti rispetto a quanto avviene adesso. E ce ne sono parecchi, non adatti alla totalità dei casi, ma direi sono previsti la maggior parte dei casi possibili.

HTML5 for Web Designers

HTML5 for Web Designers
7.33333333333

Perfetto per chi sta iniziando ora

10/10

    Non troppo tecnico

    7/10

      Un pochino corto

      5/10

        Pro

        • Per chi deve studiare l'HTML5, questo è il punto di partenza
        • Non troppo tecnico

        Contro

        • Non troppo tecnico

        Marco

        Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

        3 Risposte

        1. Tommaso Baldovino ha detto:

          L’ho trovato un ottimo libro, mi è servito per chiarirmi le idee, imparare le basi e pubblicare proprio ieri il mio primo lavoro in HTML5 🙂

        2. danilo ha detto:

          Ottima segnalazione Marco, complimenti. Non avendo ancora esplorato a fondo questo nuovo linguaggio che promette miracoli, volevo chiederti: secondo te questo HTML5 è qualcosa di più associabile a un webdesigner o a un web developer o magari ad entrambi? Cmq ripeto un’ottima segnalazione un libro che sicuramente inserirò dentro la lista dei regali che mi farò a natale 😉

        3. laura ha detto:

          grazie Marco, è proprio quello che mi serviva.. un’infarinatura iniziale prima di affrontare l’argomento in maniera più didattica.

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