Ma sono facoltativi i wireframe?

Ogni tanto leggo su Twitter persone che postano articoli del tipo: “ma servono ancora i wireframe?” oppure “quando usare i wireframe?” e via di seguito.

A si? E da quando i wireframe[[Ho scritto in lungo e in largo sui wireframe, ecco un link]] sarebbero diventati una cosa facoltativa? No perché a me non risulta che sia proprio così.

Purtroppo a leggere queste cose uno si confonde e basta, allora ho pensato che tanto valeva scrivere un articolo a riguardo, per l’ennesima volta sullo stesso argomento. Se gli altri possono scrivere certe stupidaggini avrò tutto il diritto anche io di scrivere qualcosa di più sensato.

I fondamentali, ripasso

Un wireframe è un documento, di natura grafica, che serve a dare una prima disposizione dei contenuti e degli elementi del sito. Serve a mostrare come saranno disposti i contenuti nel contenitore, compresi di elementi grafici abbozzati. In questa maniera è possibile, con i soliti test, determinare dove è meglio posizionare un oggetto rispetto ad un altro e rispetto al tutto. Insomma, con i wireframe abbiamo per la prima volta in mano qualcosa che possiamo definire bozza, e quindi usarla con successo nei test, che non singoli spezzoni di pagina.

I wireframe possono essere più o meno dettagliati (di solito si parte da poco dettaglio e si cresce man mano che si affina il disegno e i blocchi assumono posizione definitiva) e possiamo crearli a mano o con programmi (io uso Omnigraffle), e di solito non sono colorati, se non in tonalità di grigio. L’idea di fondo è di poterli creare e cambiare con facilità, in modo da essere modificabili in estrema rapidità.

Questi wireframe sono molto importanti nello sviluppo di un sito per un motivo molto semplice quanto importante: adesso abbiamo per la primissima volta nello sviluppo del sito i contenuti legati al contenitore, e da questo momento in poi saranno inscindibili, non li staccheremo più.

Quindi i wireframe non sono tanto volontari, non c’è scelta nell’utilizzarli o meno, vanno usati, sono una delle chiavi di volta di tutto il progetto. Se non li utilizzassimo arriveremmo in un punto morto, abbiamo per le mani tutto uno studio più o meno approfondito riguardo gli utenti, gli obiettivi del sito, tutto quello di cui abbiamo bisogno. E non sappiamo assolutamente come presentare questi risultati. Apri la porta e cadi in un burrone. Fine dei giochi.

Al cliente

Inoltre i wireframe fanno comodo per essere presentati al cliente, così che si riesce a decidere se la struttura gli va bene o meno[[E qui, diciamolo subito, il cliente conta, ma poco. Chi decide la direzione da seguire sono i risultati dei test, non la pretesa assurda di un cliente con idee strampalate la maggior parte delle volte.]]. Sono quindi considerabili come un’importante milestone del progetto, almeno da parte del cliente che vede adesso per la prima volta qualcosa di concreto (si lo so che è una sciocchezza ma questa è l’idea del cliente medio) e può pontificarci sopra.

Non usarli del tutto

Non ho ancora incontrato siti che non abbiano avuto bisogno almeno di un wireframe, per quanto scarno e stupido. Apparte che poi, a progettarli bene, difficilmente per un sito basterà un solo wireframe o zero del tutto.

Arrivare, non partire

Il wireframe non è poi un punto di partenza, mai e poi mai. Il wireframe è un punto di arrivo, e ovviamente lo sviluppo non si esaurisce li.
Al wireframe ci arriviamo una volta definiti i menù e le gerarchie tra le varie pagine, ma a quel punto abbiamo, oltre a queste due cose, le etichette, gli obiettivi del sito, i bisogni dei navigatori (e i loro desideri), e molte altre cose ancora.
Come possiamo quindi creare dei wireframe senza questi dati? Saranno incompleti, inaccurati, imprecisi nella migliore delle ipotesi, senza alcuna base di nessun tipo. Non sappiamo quello che i nostri utenti vogliono, non sappiamo quello che il nostro cliente vuole, quindi come possiamo creare un wireframe che sia valido?

Il sito sarà semplicemente campato in aria. Senza contatto con la realtà. In definitiva, non usabile e probabilmente non utile al cliente.

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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