Guida a una migliore homepage

Probabilmente avete un sito, o più d’uno, con un grave problema. L’homepage fa schifo. E con schifo intendo proprio schifo, riceve poche visite, pochi click, non attrae nessuno in pratica.
E che cosa fare allora? Ci siamo trovati proprio in questa situazione recentemente e dopo un po’ di studio (In realtà, “un po’” qui significa qualche mese) abbiamo trovato diverse soluzioni, da usare insieme anche.

I dati che servono

Per poter cominciare abbiamo bisogno di molte informazioni, tante davvero.
Innanzitutto dobbiamo essere sicuri che un problema esista, non possiamo mettere mano a un sito che magari funziona bene solo perché la testa ci dice altrimenti. 
Oltretutto la risoluzione del problema non è una cosa istantanea o immediata, ma richiede ponderazione, e le soluzioni da adottare variano da sito a sito.
Insomma, quello che ci serve per il momento è:

  • Avere un software di statistiche installato sul sito. Se comprende anche le heatmaps è ancora meglio [[Reinvigorate, Crazyegg, ce ne sono quanti volete, basta cercare.]]. I dati devono avere validità statistica, quindi è bene che prendiate un campione temporale piuttosto lungo, uno o due mesi vanno bene. Certo evitateli di prendere nei mesi di novembre e dicembre, la gente in quel periodo cerca solo regali di natale, e la cosa potrebbe darvi risultati sballati (a meno che ovviamente il vostro sito non abbia a che fare con questo settore oppure non c’entra proprio niente).
  • Avere ben chiaro chi sono gli utenti. Molti dei dati degli utenti possono essere estrapolati dalle statistiche, ma molti altri no. Di solito un sondaggio risolve la questione. Dobbiamo sapere chi è che usa e userà il sito, per poterglielo adattare al meglio possibile.
  • Sapere quali sono gli obiettivi del sito. Senza non andate da nessuna parte. Questi li potete pure ricavare al netto di quelli che sono gli utenti e dalle statistiche del sito, magari avete 10 obiettivi potenziali e per il momento ne scegliete i 3-4 che sono più promettenti rispetto alla vostra utenza. Questi vi servono più che altro in un’ottica del redesign totale del sito, ma ripassarli o definirli su carta non è certo un male e vi possono aiutare a vedere che elementi inserire nell’homepage. Poi magari partire col rifare l’homepage e rifate tutto il sito.

 

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Adesso che avete questi dati, è il momento di fare qualche test. Reclutate un numero di persone variabile e via (non persone a casaccio, ma persone che corrispondono ai profili degli utenti trovati attraverso le statistiche e i sondaggi)[[Jakob Nielsen’s Alertbox, 19 marzo 2000: Why You Only Need to Test with 5 Users]], avendo le attrezzature giuste potete riuscire a vedere cosa fanno sul sito, specialmente sull’homepage, e farvi dire da loro stessi perché è poco appetibile. Un banalissimo test d’usabilità dove monitorate lo schermo e l’utente e nel contempo siete li vicino a lui a sentirlo parlare. Questi test sono molto importanti, anche testare una sola persona è meglio che niente. Testarne 5 è ancora meglio poi.

Interattività

Uno dei motivi per cui una homepage è poco appetibile è la sua scarsa interattività. Prendete Facebook, la sua homepage è composta da tutto quello che i vostri amici o presunti tali comunicano col mondo, aggiornata al secondo. Questo sicuramente invoglia le persone a tornare sull’homepage a leggere tutte le cose più recenti, piuttosto che non entrare su ogni singolo profilo e leggere le stesse cose. Si può obiettare che l’homepage di Google invece non cambia mai, è vero, ma quella pagina è funzionale e viene abbandonata subito. Dite la verità, quante volte visitate un sito con un’homepage statica (come può essere il sito di un’azienda)?
Ovviamente il contenuto non è composto solamente da testo, quindi notizie, ma varia da sito a sito, youtube ha i video, flickr ha le foto, ecc… L’importante è che sia sempre fresco.

Quando parlo di un’homepage interattiva, sottintendo che questa homepage interagisce con l’utente, ha un’interazione con lui/lei. In che modo si può interagire con l’utente?

Ci sono sicuramente diversi modi, uno potrebbe essere un massiccio uso di Javascript in modo da permettere all’utente di modificare l’homepage stessa a suo piacimento, e questo ci porta direttamente al prossimo punto, la personalizzazione. Ovviamente questa è una generalizzazione, dipende sempre da sito a sito. Quello che per un sito può essere la soluzione, per un altro potrebbe significare morte.

Personalizzazione

Un utente si registra su un sito per ottenere benefici rispetto ad un utente non registrato, siano essi la possibilità di scrivere nel forum, inserire commenti, video o foto, niente pubblicità, far parte di una comunità esclusiva, quello che vi pare.
Un utente registrato può ad esempio modificare in maniera permanente la sua homepage, inserendo solo i contenuti che più gli aggradano, o lasciare che sia il sistema stesso a farlo in maniera completamente autonoma (come fa youtube con i video consigliati in base agli altri video visti).
Un’homepage a misura dell’utente registrato potrebbe contenere dei mezzi per bipassare le altre pagine e arrivare direttamente a inserire un argomento nel forum, un commento, una foto, una pagina del sito stesso, perché no. L’homepage va a diventare così il fulcro del sito stesso per l’utente, che non è costretto a rimanerci, ma lo fa perché ha li tutti gli strumenti a portata di un solo click.

Lunghezza della pagina

Gli utenti scrollano, è un dato di fatto. Ma questo se il sito è fatto bene[[Milissa Tarquini Boxes and Arrows, 24 luglio 2007: Blasting the Myth of the Fold ]].
Tutto qui l’inghippo. Da test nostri, con 24.000 utenti su pagine casuali oltre ovviamente l’homepage, abbiamo scoperto che gli utenti non scrollano quasi per niente. La parte più bassa dell’homepage ha ricevuto talmente pochi click che si contano su una mano.
Questo è dovuto ad una errata impostazione della struttura del sito web, creata senza tener conto delle necessità degli utenti, che quindi non sono facilitati nello scorrimento in maniera “dolce” del sito.
Quando noi creiamo un sito cerchiamo di farlo secondo un metodo preciso, cercando di seguire e guidare l’utente nella visualizzazione delle pagine. In parole più semplici seguiamo la gravità, cercando di creare un percorso direzionale per gli occhi dell’utente, cercando di stancarlo il meno possibile, anche se poi ovviamente questo è solo un leggero solco[[Marco Olivetti Italian webdesign, 29 ottobre 2009: Progettare i wireframes: la gravità]].

Di certo non è l’ideale creare pagine che sono lunghe quanto un papiro, questo lo dico proprio come sensazione personale e come utente, però non bisogna neanche preoccuparsi se il sito e in particolare l’homepage costringono a scrollare.

Quantità elementi inseriti

L’altro punto di questo capitolo riguarda gli elementi inseriti, o meglio, la quantità di elementi inseriti nell’homepage. Ma quanta roba c’è? Tutto quello che non serve può essere semplicemente eliminato senza pieta. Serve solo a riempire spazio prezioso che può essere usato in maniera più intelligente. Pensate bene a cosa tenere e cosa eliminare, facendovi aiutare dagli utenti in questo, sono loro che alla fine useranno il sito. Lasciate tutto quello che usano, e spostate od eliminate tutto quello che non viene usato (come risultato dei test, non per vostra iniziativa personale, ovviamente).

Redesign

Fino ad ora abbiamo parlato di cosa inserire, adesso andiamo a vedere come li mettiamo graficamente, quindi è il momento di preparate diversi wireframe, con diverse soluzioni possibili ai vostri problemi (insisto su questo punto, non fossilizzatevi su una soluzione unica) e poi testate. Ancora meglio sarebbe poter realizzare questi wireframe un po’ più interattivi, magari in html, così da testare una pagina che si avvicina il più possibile a quella reale.

In definitiva

Sarebbe bello poter ridurre questo articolo a una sola semplice frase ma non è facile, quindi non ci proverò. L’unica cosa che posso dire, in conclusione è questa. Quando prendete in considerazione un redesign dell’homepage (non per forza tutto il sito), ascoltate i vostri utenti, sia in maniera diretta, e quindi con test, sondaggi, sia indiretta, studiando le statistiche e le heatmap. Ciò vi aiuta molto, perché facendo questo, molto spesso idee e soluzioni nuove vengono fuori da sole, evitandovi di passare troppo tempo imbambolati a pensare a cosa fare e sbloccando situazioni che paiono senza uscita.

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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