Come svalutarsi
Ovvero come perdere di credibilità con il mondo intero
Non mi riferisco solo al mondo della grafica e del web, ma è un discorso che è più generale possibile, dato che va a coinvolgere più o meno tutte le categorie di lavoro.
30€/anno di hosting sembrano essere una cifra insormontabile per una serie di persone, scuole, enti, che puntualmente si rivolgono a servizi free come hotmail, altervista o quant’altro. Niente da dire sul servizio in se che è ottimo, ma è sull’uso che se ne fa. Infatti sono questi servizi gratuiti che non sono pensati per l’uso professionale. Di qualunque tipo.
Abbiamo quindi l’impresa di pulizie che usa libero e l’indirizzo lo mette sul camion, abbiamo il webdesigner magari pure bravo che mette il suo sito su altervista.
Ma il più delle volte chi fa questo non si cura della sua immagine professionale, non va a pensare che un sito, un’indirizzo mail del tipo .(JavaScript must be enabled to view this email address), sia migliore che non uno gratuito, e questo vale specialmente per le aziende “fuori” dal web, per cui 100 biglietti da visita sono meglio di un dominio (i costi sono quasi equivalenti), quando un sito internet (specie se non fatto dal primo che passa..) è come un biglietto da visita, ma più potente ed esteso.
Diverso è il caso di coloro che con internet lavorano e usano i siti gratuiti. Solitamente si tratta di ragazzini che, non potendosi permettere un hosting, o magari solo perchè tirchi oppure perchè è tutto un gioco per loro, non comprano un dominio. Però ci sta anche il webdesigner bravo che non conosce bene le tecniche di promozione, e si affida a un hosting gratuito. Ed è proprio quello bravo che ne verrà penalizzato da tutto questo, perchè quelli che non sono veri professionisti hanno tutto da guadagnare a lavorare così, mentre i veri professionisti hanno tutto da perdere.


Marco Ronchese
04 Jan 2009, alle 6:50
Si hai ragione! anch’io quando vedo un indirizzo del tipo “azienza@libero.it” scuoto la testa e mi chiedo perchè! e magari non è un azienda appena aperta che non ha ancora un website ma di uno studio avviato! oppure di recente mi è capitato di vedere un ristorante che possiede un proprio sito ma che mantiene la mail con interfree! queste cose non riesco a spiegarmele.
Ho provato a farlo capire ad un mio cliente ma ho dovuto fare fatica perchè preferisce “ricevere tutto su outlook”.
Riguardo agli spazi hosting free c’è un altra attenuante: non serve essere maggiorenni! ad esempio io che non lo sono ancora sono in continua trattativa con i miei, però piuttosto di fare vcard con l’indirizzo di un sito come altervista o digilander aspetto!
Saluti,
Marco
PS Adoro il tema grafico di questo sito: minimale, chiaro ed elegante! complimenti!
Ci vediamo su IWD
Marco
05 Jan 2009, alle 1:56
Hai ragione, senza dubbio. Purtroppo, aggiungerei.
Purtroppo perchè non è un lavoro facile, soldi facili, se si è minorenni e si ha la presunzione di fare questo lavoro, almeno un dominio, intestato anche ai propri genitore è d’obbligo.
Quando si è minorenni si potrebbe studiare per “diventare un giorno..” e, al compimento dei 18 anni, prendersi un dominio e iniziare a lavorare.
Grazie per i complimenti, sempre ben accetti =)
Mattia
05 Jan 2009, alle 1:16
Se si è tirchi, ci si può affidare a TopHost. Con circa 10 Euro all’anno si ha un dominio con 500 MB di spazio, PHP, MySQL, posta e altro.
marcoronchese
06 Jan 2009, alle 12:30
@mattia
il problema secondo me non è il costo ma la cultura! non si conoscono le potenzialità e cosa richiede il mercato. noi in italia arriveremo dopo a scoprire le potenzialità del web, per ora si pensa solo ai cellulari e televisione!
@marco
non voglio peccare di presunzione e neanche mancare di rispetto ad uno del settore. Io non mi ritengo un professionista ma cerco di crescere per diventare tale e penso che uno dei migliori modi per farlo sia rapportarsi con il cliente e capire le vere difficoltà. Leggo e studio moltissimo e penso di essere più valido di tanti altri che si definiscono “professionisti” ma che non lo sono. Cerco di rispettare gli standard W3C, l’usabilità e accessibilità dei contenuti e tenermi a passo con le nuove disposizioni e tecnologie. Penso che questo sia un buon inizio per un ragazzo che vuole diventare un web designer.
Mi piacerebbe sentire un tuo parere, senza “peli sulla lingua” come sempre
Critiche e consigli sono ben accetti!
Un saluto,
Marco
Marco
06 Jan 2009, alle 1:42
@Mattia: perchè spendere 10 euro quando si può avere una cosa simile gratis? Il discorso è questo.
@Marco:Caro omonimo, la mia era tutto fuorchè una critica nei tuoi confronti.
Visto che mi chiedi un parere te lo do più che volentieri: studia l’usabilità quella vera, non quella che professano tutti, quindi studia interaction design e user centered design.
Al che sarai molto al di sopra della media.
marcoronchese
06 Jan 2009, alle 2:05
Grazie mille dei consigli!