Come attivare la monetizzazione su YouTube

Nel 2018 YouTube ha deciso di cambiare di nuovo le sue regole per la monetizzazione.

Cambiati già dopo lo scandalo di adpocalipse che riguardava la monetizzazione di video di propaganda isis e tutorial su come costruire le bombe, questo nuovo cambiamento prende piede dopo lo scandalo di (non ve lo linko neanche), un notissimo YouTuber che ha ben pensato di andare in Giappone, nella foresta dei suicidi, e filmare un poveraccio che si era tolto la vita, mettendolo anche nella copertina del video, anche se forse era già nell’aria qualche cambiamento.

 

YouTube ha quindi cambiato di nuovo le sue regole per la monetizzazione per far fronte a situazioni analoghe e per prevenire lo spam selvaggio che ormai imperversa sulla piattaforma, mi riferisco in particolare a tutti quei canali di compilation che rubano video agli altri canali per creare delle compilation da 10 minuti spaccati, in modo da attivare la monetizzazione all’interno del video.

Dopo l’annuncio delle nuove regole i piccoli YouTuber sono insorti, infatti questo nuovo regolamento prevede di raggiungere i 1000 iscritti (una tantum) e le 4000 ore di visualizzazioni l’anno, non basta più raggiungere le 10mila visite. Sono insorti e hanno cominciato una massiccia quanto inutile campagna di sub4sub, che serve solo a recuperare forse un centinaio di iscritti ad essere fortunati e assolutamente zero minuti spesi sul canale, perché prendere persone così a che serve se poi non ti guardano i video?

Infatti, io questo l’ho visto su reddit dove seguo la subreddit di YouTube, e ho quindi avuto modo di vedere i canali di queste persone che, parliamoci chiaro, prima non è che guadagnassero chissà che, parliamo di magari 50-100€ all’anno, se ci arrivavano.

Ora dicevo, ho avuto modo di vedere questi canali e francamente ho trovato solo spazzatura. Video di argomenti visti e rivisti, copie di copie di copie, qualità inesistente e quindi giustamente nessuna visita. Un canale in particolare mi aveva colpito perché il suo proprietario era molto vocale riguardo questi nuovi cambiamenti, neanche gli avessero tolto il pane di bocca, dato che il video più popolare del suo canale aveva 36 visite.

In questi casi può intervenire un bravo consulente YouTube che, seguendo una precisa linea, permette di migliorare il canale individuando punti di forza da sfruttare. Molti di questi canali infatti non rispettano alcun principio qualitativo, e sebbene alcune cose vengano per forza con l’esperienza, molto si può fare da subito per migliorare il canale.

Ad esempio aprire l’ennesimo canale di gaming è assolutamente inutile se non hai un buon montaggio (a chi interessano i caricamenti e i punti morti?), se non metti la telecamera con la tua faccia e quindi un audio sopra?
Specie i più piccoli che ormai la tv ci fanno poco, seguono gli YouTuber e vogliono essere come loro, voglio fare come fa Favij. Di lavoro voglio fare lo YouTuber, ma se non metti manco la tua faccia quando fai i video lascia stare.

Diverso è il caso delle aziende che su YouTube che vogliono farsi promozione sulla piattaforma, magari riuscendo pure a tirarci fuori qualcosa. Bene, con la situazione attuale YouTube ha tagliato fuori anche loro, perché spesso i loro video, male girati e peggio montati non raggiungono nessuno standard di qualità. Sembrano quelle pubblicità tipo anni 80 fatte malissimo, quando invece con un diverso approccio otterrebbero risultati molto più soddisfacenti.

Come raggiungere i nuovi obiettivi?

La risposta è semplice, metterla in pratica molto meno, ovvero produrre video di qualità, ma non solo per quanto riguarda l’aspetto tecnico, quindi luci, audio e montaggio, ma proprio il contenuto. Che senso ha riproporre la stessa cosa che ha fatto il tuo YouTuber preferito se poi non ci metti qualcosa del tuo? Le copie sterili non le vede nessuno, perché a quel punto meglio l’originale.

Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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