Architettura dell’informazione tra realtà e web (parte 2)

Eravamo rimasti, nell’articolo precedente, all’architettura dell’informazione come aiuto per un negozio fisico, vediamo oggi come questa disciplina aiuta il mondo del commercio virtuale.

Come può aiutare nell’e-commerce

Ovviamente non andiamo a considerare il sito più classico che non rientra nella casistica che sto investigando in questo articolo.
Ultimamente, studiando la concorrenza (ho fatto una piccola ricerca in un dato settore quado ho aperto il mio e-commerce) ho notato che molti negozi falliscono nel passaggio al virtuale, e la cosa un po’ mi stranisce[[Anche la se mia ricerca è basata solo sui negozi di modellismo, avendo studiato bene la parte fisica e andando a vedere poi l’e-commerce]]. Come mai non si riesce a portare quella che è un’esperienza, anche di successo perché no, sul web?
Ho individuato diverse cause, che sicuramente non sono tutte quelle possibili:

  • Mancanza di esperienza (del web) da parte del commerciante.
  • Mancanza di esperienza da parte della webagency che dovrebbe fare il sito, e questo è ben più grave, ma non tanto sorprendente se si spendono 100€ per un sito di questo tipo.
  • Costo elevato di un sito e-commerce (perché costano davvero e giustamente tanto), ma di questo non voglio parlare perché è giusto che un e-commerce fatto con con i controcazzi costi un pacco di soldi, ed è tema di un’altro articolo.

Questo può portare il commerciante a scegliere soluzioni fatte in casa, ne ho visti molti di e-commerce così, con software anche buoni, ma i risultati sono evidentemente scarsi, nulli, o peggio ancora (e questo è il caso più frequente), dannosi. L’e-commerce non è un costo, è un’investimento! Questo quando ben fatto ovviamente.

 

Ma che c’entra l’architettura dell’informazione con tutto questo?

L’ai può rendere meno traumatico il passaggio al mondo digitale, sia per il commerciante, che magari usa le stesse etichette e sistemi per gestire il sito che usa nel suo negozio, e quindi gli viene fornita un’infrastruttura coerente che non lo mette in agitazione (che lo spinge anche ad usarla), sia per l’utente, che viene sempre avvantaggiato da una corretta architettura dell’informazione, e quindi a navigare il sito con meno stress perché, in sostanza, è fatto bene, e quindi lo sceglie e preferisce rispetto alla concorrenza che magari ha il sito fatto male.

Una corretta gestione delle etichette, delle categorie, una scelta oculata del sistema da usare (leggi CMS), dei contenuti da inserire, e ovviamente, un design funzionale, fanno si che quell’e-commerce sia un e-commerce che rende.
Come fare tutto questo? Ne ho parlato, ne ho riparlato e ne riparlerò, ma non oggi, quindi mi limito a segnalarvi gli articoli che possono tornare utili:

Senza contare che un’architettura dell’informazione coi fiocchi predispone già il sistema per essere messo nelle mani di un SEO senza nessuna modifica ulteriore. Se va bene per gli utenti va benissimo anche per i motori di ricerca.

Vai alla prima parte dell’articolo

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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