Architettura dell’informazione tra realtà e web (parte 1)

L’architettura dell’informazione è una disciplina molto potente, sia applicata ai siti web, e quindi conseguentemente anche al mondo mobile, sia nel mondo reale, applicata a negozi, supermercati e più in generale a tutti quei luoghi che possono essere avvantaggiati da una progettazione accurata.

Le grandi compagnie come IKEA hanno capito questa cosa da tempo e sfruttano l’ai per garantire un’immagine coerente di loro stesse a prescindere dal mezzo con cui ci si mette in contatto con loro, iPhone, un sito internet, una pubblicità, il loro negozio.

Ho citato IKEA e non a caso, perché è un’azienda che riesce a combinare molto bene questi aspetti, in maniera molto positiva per i suoi clienti. Questo ovviamente lasciando perdere il fatto che entrare in un loro negozio è più o meno come cadere in un buco nero.
Ma anche questo è un fatto studiato e testato a lungo per massimizzare i clienti, costringendoli su percorsi studiati a tavolino, piuttosto che non lasciarli vagare come mosche impazzite sperando che prima o poi qualcuna atterri sul miele. Ovviamente neanche la disposizione delle stanze (quali si vedono prima e quali dopo) è lasciata al caso.

L’architettura dell’informazione non funziona solamente per i grandi distributori ma è efficace anche per i negozi più piccoli e contenuti e i loro relativi e-commerce, che spero abbiano.
Si presuppone inoltre un minimo investimento in ricerca e utenti, tanto per capire con chi si ha a che fare (utenti/clienti).

Come si garantisce la coerenza

Sono relativamente poche le cose da fare per riuscire a mantenere un’immagine coerente di se stessi al mondo esterno:

  • Per prima cosa usare le stesse parole, avere un sistema di etichette condiviso e coerente tra il mondo reale e quello virtuale e riuscire a mantenerlo in salute attraverso il tempo. Con questo intendo riuscire a usarlo oggi come tra 3 anni, aggiornando le parole in base a quello che gli utenti cercano.
  • Usare lo stesso tipo di sistema per la mappatura dei contenuti (e qui mi riferisco in particolare alla scelta delle categorie, i prodotti in mostra, la disposizione sugli scaffali), se il vostro negozio funziona in quel modo li, perché l’e-commerce dovrebbe essere diverso?
  • Colori coerenti, se identificate un prodotto sul vostro catalogo come “stanza gialla”, non c’è alcun motivo per farla diventare “stanza rossa” nel negozio e “stanza blu” nel sito internet.
  • Se siete conosciuti per la vostra sobrietà è inutile riempire il sito di flash e mille cubi roteanti.
  • La coerenza passa anche attraverso la pubblicità, il brand dovrebbe essere riconoscibile anche senza dover scrivere un papiro di testo. Pensate sempre alla pubblicità che fa IKEA, divertente, semplice, chiara e dritta al punto, si capisce subito di chi si tratta.

Bisogna solo fare attenzione a non dimenticare mai queste basilari norme di comportamento, farle una volta e poi abbandonarle non serve a niente se non a danneggiare la vostra reputazione.

Come può aiutare nel negozio reale

Esattamente nel modo in cui aiuta le grandi aziende. Se c’è lo spazio organizzare percorsi obbligati o consigliati è una soluzione che funziona sempre, altrimenti anche la disposizione dei mobili fa la sua parte. Pare una stupidaggine ma in caso oltre l’architetto dell’informazione non fa mai male sentire il parere di qualcuno che per lavoro fa l’arredatore. La disposizione dei mobili crea movimento, se non forzando, quantomeno impostando una traccia che i clienti possono seguire o meno, quando si spostano all’interno del negozio. Certo questo è più facile farlo quando il negozio è nuovo, ma anche con un negozio già avviato è possibile fare qualcosa.

Un’altra cosa che ho visto essere molto importante è la disposizione dei prodotti, mettendo un certo tipo di prodotti a vista del cliente appena entra piuttosto che altri, esattamente come fa l’IKEA, dividendo i suoi punti vendita in stanze e facendo in modo che il cliente sia obbligato prima a vedere determinate stanze e prodotti prima di altri. Ovviamente dipende molto dal tipo di merce venduta.

Questo vale sia che il negozio sia nuovo, sia che sia già un negozio affermato nel territorio, l’importante è non fermarsi ad una sola soluzione ma testarne diverse fino a trovare quella che più si adatta alle esigenze del cliente e del commerciante, e anche quando la si trova, continuare a limare le cose più piccole non fa di certo male.

Nel prossimo articolo vedremo come l’architettura dell’informazione riesce a migliorare anche il negozio online, quindi non perdetevelo!

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Marco

Marco è un blogger che scrive di Web Design, in particolare di User Experience e accessibilità, Graphic Design, tutorial e tutto quello che riguarda il mondo del web e della carta stampata.

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